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Consiglio Pro Loco - Statuto Pro Loco Maccagno

In carica dal 01.01.2018 - 31.12.2020

Presidente: Sartore Angela Vittoria

Vice Presidente: Magnocavallo William

Segretario: Cerri Sara

Consiglieri: Bianchi Alide, Catenazzi Mario, Denti Pompiani Danila, Engolini Marina, Fusco Assunta.

Tesoriere: Minelli Gianni

Presidente collegio Revisori dei conti: Ferioli Pietro

Revisore dei conti: Derna Laura, Zanini Leopoldo

Revisore dei conti supplente: Grandini Anna Maria, Piazza Renzo

Statuto Pro Loco Maccagno

Pro Loco Maccagno

La Pro Loco Maccagno è una associazione che si propone di operare sul territorio e sulla zona ad organizzare turisticamente la località.
Tutelare e mettere in valore le bellezze naturali, artistiche, monumentali del luogo. Promuovere e facilitare il movimento turistico, l'istituzione di alberghi e ritrovi, promuovere festeggiamenti, gare, fiere, convegni, spettacoli pubblici. Sensibilizzare le popolazioni residenti ai fini della promozione e dello sviluppo delle attività turistiche.

  • Una civiltà unitaria

    Maccagno ha una storia antichissima e nobile. Narra la leggenda, che nel 962, Ottone I fosse sbarc...

    Una civiltà unitaria

    Civiltà unitaria

    Maccagno ha una storia antichissima e nobile. Narra la leggenda, che nel 962, Ottone I fosse sbarcato in quello che allora era un piccolo villaggio di pescatori e artigiani, alla servitù dei conti Mandelli, Maccagno Inferiore.
    Vi avrebbe trovato rifugio e ospitalità lungo la via del ritorno dalla vittoriosa campagna d'Italia. In segno di gratitudine concesse l'indipendenza del feudo e il diritto di fregiarsi del titolo di Corte imperiale. Di fatto la concessione imperiale va posticipata al 1220, ma è vero che Maccagno Inferiore fu un minuscolo stato libero, in un circondario di vassalli. L'autonomia si perpetuò per secoli, sino al 1800, quando Napoleone in persona si premurò di annullare anche questo antico privilegio. Per secoli i Mandelli dominarono a lungo e incontrastati il paese, la cui storia risulta legata a doppio filo alle vicende della famiglia. Un dominio che portò anche alcuni rilevanti benefici economici, come quando Giacomo Mandelli ottenne da Carlo V nel 1536 il diritto di tenervi il mercato, privilegio che avrebbe poi causato numerose lotte con la vicina Luino. Addirittura nel 1621, Ferdinando II concesse al paese il diritto di battere moneta. Nacque così la Zecca di Maccagno, che durò fino al 1668 ed ebbe la sua sede sul lato settentrionale di piazza Roma. Dalla piana alluvionale del torrente Giona si sale fin sulle montagne della Valveddasca e del Lago Delio. I villaggi di montagna, che un tempo vedevano migranti partire, cercando lavoro come cuochi, artieri del legno, imbianchini, capimastri e, non di rado, architetti, oggi sono luoghi privilegiati per una serena villeggiatura. Queste frazioni mostrano una continuità di cultura. La storia, fatta anche di fatica e sacrifici, ha disegnato il paesaggio e le sue comunità, unificandole. Tra folklore e tradizione, gli abitanti del lago e della montagna oggi rivivono momenti del loro passato, celebrando riti e feste. Suoni antichi, gesti di mestieri tradizionali, sfilate in abiti medievali, tornano ad animare piazze, vicoli e cortili, con grande apprezzamento dei turisti.

    testi: Roberto Stangalini

  • Trasparenze, colori e sfumature

    Il Lago Maggiore ha sempre calamitato artisti sulle sue sponde e sui suoi monti. Di questi luoghi ...

    Trasparenze, colori e sfumature

    Veddo Oratorio Bruganten

    Il Lago Maggiore ha sempre calamitato artisti sulle sue sponde e sui suoi monti. Di questi luoghi hanno scritto e tracciato segni.
    Qui il bello è tangibile in ogni espressione della natura. Ogni stagione ha il proprio incanto di colori e di luci. Maccagno, perla lacustre, compendia tali pregi e li regala agli amanti del bello. Il lago è una distesa che attrae per intrinseca bellezza e invita alla passeggiata e alla meditazione. Nel verde dei boschi è piacevole camminare per raggiungere una piccola chiesa o un borgo isolato.
    Se nella primavera sono l'incanto e il profumo dei fiori a dominare, d'autunno vince la tavolozza di cromie boschive, senza paragoni. L'acceso fuoco solare che si riflette in luci diamantine, onda su onda, distingue l'estate, mentre l'inverno regala il tepore del camino a legna che ti accoglie, ti riscalda e t'immalinconisce di tenue languore.
    Non a tutti è dato questo privilegio, ma sicuramente chi visita Maccagno, in qualsiasi stagione, può goderne intensamente la bellezza e la spiritualità.

    Testi: Roberto Stangalini

  • I segni del tempo

    La millenaria storia di Maccagno, uno dei primi luoghi abitati del Verbano, ha lasciato poche, m...

    I segni del tempo

    Segni del tempo

    La millenaria storia di Maccagno, uno dei primi luoghi abitati del Verbano, ha lasciato poche, ma indicative, tracce nel tessuto urbano. Occorre ricordare che sino alla fine dell’Ottocento, il paese era raggiungibile solo per via lacustre o a piedi per mulattiere.
    Caratteristico il borgo inferiore dalle case addossate in viuzze. Tra le antiche e massicce abitazioni del popolo, spunta una torre di nobile origine, che domina l’odierna piazza Roma. Qui troviamo pure la sede della Zecca di Mandelli, i quali risiedevano in un maestoso palazzo fortificato di via Della Bella, al quale si accede attraversando il borgo dal caratteristico impianto medievale. Su tutto spicca il piccolo santuario della Madonnina della Punta.
    Nell’abitato di Maccagno superiore, che è sede municipale, risalta l’edificio storico più espressivo: la Corte Branca, dall’elegante loggiato. Mentre è di ardita linea il museo Parisi - Valle a scavalco del Giona proprio sulla foce del fiume.

    Nei borghi montani, sono invece i fabbricati rurali a scandire lo scorrere del tempo, sottolineato a volte da qualche bella meridiana che arricchisce i rustici muri. Ogni piccolo centro ha il proprio tempio. Segno della fede che ha sempre animato gli abitanti di questi villaggi, che avevano edificato tra le case accoglienti chiese per le orazioni corali, mentre lungo i percorsi delle mulattiere sono numerosi i tempietti disposti per la sosta e la meditazione personale e, pure, per un breve sollievo delle fatiche agricole

    Testi: Roberto Stangalini

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